Disturbi dell’umore e ansia: più frequenti nelle donne appartenenti a minoranze sessuali

Le donne appartenenti a minoranze sessuali e transgender continuano ad essere oggetto di discriminazioni sociali, molestie e violenze fisiche, nonostante i progressi nel raggiungimento dei diritti civili degli ultimi anni. La teoria nota come Minority Stress – lo stress eccessivo a cui sono sottoposte le minoranze – collega queste esperienze negative con un aumento di prevalenza delle malattie mentali e disturbi da uso di sostanze in questi gruppi.

In un articolo pubblicato sul Medical Clinics of North America, gli psichiatri Julie Schulman e Laura Erickson-Schroth hanno analizzano questo fenomeno. Rispetto a molte condizioni di salute mentale, le donne bisessuali sono più a rischio delle omosessuali, probabilmente perché stigmatizzate sia dalla comunità eterosessuale che da quella omosessuale. Complessivamente, le donne appartenenti a minoranze sessuali e transgender presentano tassi più elevati di disturbi dell’umore e dell’ansia, di suicidalità e di disturbi da uso di sostanze rispetto alle loro controparti eterosessuali e cisgender. Allo stesso tempo è stato dimostrato che l’accettazione familiare, il sostegno sociale e l’essere inseriti in una comunità contribuiscono alla resilienza nelle minoranze sessuali e nelle donne transgender.

Le autrici sottolineando che spesso le donne appartenenti a minoranze sessuali non si curano per queste condizioni mentali poiché hanno vissuto esperienze negative o temono i medici e i programmi di cura. Le ricercatrici propongono anche delle strategie che i medici dovrebbero attuare, come mostrare apertura e cordialità verso le minoranze, creare un ambiente accogliente e usare un linguaggio appropriato. Gli psichiatri, in particolare, dovrebbero adattarsi al lessico delle pazienti rispettando ai pronomi e ai nomi che esse usano, e imparare a discernere i problemi correlati alla sessualità da quelli che non lo sono. In generale le autrici consigliano ai medici d’informarsi sulle minoranze sessuali e sulle donne transgender attraverso articoli e conferenze e magari diventare essi stessi promotori d’informazione. (Med Clin North Am. 2019 Jul;103(4):723-733. doi: 10.1016/j.mcna.2019.02.005.)

 

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